Interventi:

 

 

Elena del Grosso

 

Come voi sapete, noi siamo una rete informale, e questa  è la terza nostra iniziativa di questo anno.

Nel 2007 abbiamo affrontato sia i temi della rappresentanza politica, sia quelli della salute e della sicurezza che riguarda la qualità della vita nella nostra città    

Oggi affrontiamo il Bilancio di Genere.

Se è vero che un bilancio di un ente pubblico, come il Comune per esempio, definisce attraverso le entrate e le uscite le scelte politiche prioritarie che hanno effetti diversi sulla vita di uomini e su quella delle donne è altrettanto vero che  tra gli strumenti più efficaci  nella promozione di una politica partecipativa che costruisce e restituisce cittadinanza femminile sta,senza dubbio, il Bilancio di genere, perché da' la possibilità alla pubblica amministrazione di ripartire le proprie spese tenendo conto delle donne a partire dai loro diritti e dalla  quotidianità della loro esistenza

Per noi, affrontare la questione del Bilancio di Genere non è stato facile, sia per la natura stessa del problema di cui molte di noi ne ignoravano, a partire dal linguaggio, strumenti di analisi e metodologie di applicazione,  sia per la complessità della macchina amministrativa che traduce tutto questo in azioni e scelte politiche.

Tuttavia abbiamo fortemente creduto che i modi e  le modalità di costruzione di questo oggetto  è un problema che riguarda la partecipazione e quindi  le forme della democrazia di questa città e, a  tutto questo la Rete guarda con particolare attenzione.

La parola partecipazione è una parola oggi inflazionata, interpretabile in una quantità di modi diversi.

Noi vogliamo interpretare questa parola come un processo in cui  chi sta dentro le istituzioni e chi ne  sta fuori inventi nuove forme di governance che ri-mettano in connessione questi due luoghi esprimendo  sinergie tali da produrre  nuove pratiche politiche e  nuove forme di deliberazione politica.

 La cosiddetta  spinta dal basso non sostituisce e non è in competizione con la cosiddetta spinta dall'alto (top down model) ma crea qualcosa di nuovo che rafforza la politica istituzionale e non.

Il Bilancio di Genere può stare dentro tutto questo se si apre alla partecipazione. Poiché  se risponde alle sole  logiche del  mainstreaming  ossia si limita ad  introdurre la dimensione di genere nell'analisi di qualsivoglia risultato non ha alcuna capacità di trasformazione; invece lo avrà  se si  accompagnerà  da un analogo processo di empowerment femminile che non riguarderà  solo l'ascolto ma riguarderà  anche il coinvolgimento delle donne ( con allargamento delle cerchie di donne)  nei processi decisionali

Noi ci auguriamo che questo processo, che si sta avviando, serva a rompere un modello di politica che vuole queste due sfere (dentro fuori ) separate, indipendenti e troppo spesso non comunicanti

Il processo di costruzione di un Bilancio di Genere è ancora tutto da fare.

 Sta a noi, come società politica femminile  e a voi, come istituzione  trovare le modalità per costruirlo insieme.

  Noi, come Rete, abbiamo alla fine deciso di affrontare alcuni temi che riteniamo prioritari mettendo al centro del nostro percorso la donna, come singola persona e la materialità  della sua esistenza che ha a che fare con:

 1)   la violenza  domestica e non,  quindi la sicurezza dentro e fuori le mura domestiche

 2)    il lavoro e le forme di conciliazione dei tempi

 3)    la casa, la città  e le nuove povertà 

 

 

Fernanda Minuz

 

E’ necessario introdurre la valutazione dell’impatto di genere nella rendicontazione comunale. Anche per quanto riguarda gli interventi urbanistici, nella fase di progettazione degli spazi e dei servizi alla persona, in particolare dei servizi alla prima infanzia.

Progettazione urbanistica: il Piano Strutturale di Bologna è piano ambizioso, ma non fa menzione della differenza di genere, unica variabile definita è l’età. Un esempio di progettazione riguardo al tema della violenza: riguardo alla sicurezza, importante è che la progettazione urbanistica si delinei dal punto di vista delle donne (cit. Cardia), perché la percezione che le donne hanno della sicurezza della città è esemplificativa della percezione di tutti e perciò paradigmatica.

Servizi per l’infanzia: bisogna rimettere in discussione la divisione del lavoro tra donne e uomini attraverso una formazione specifica degli operatori. Sperimentazione avanzata a questo riguardo può condurre ad un ripensamento dei rapporti di genere.

 

 

Vania Zanotti

 

Tema della violenza prioritario per le donne di Bologna, e lo ha dimostrato il  25/11/2006, col percorso di riflessione che ha aperto.

C’è bisogno di campagne culturali contro la violenza di genere. Quotidianamente accadono fenomeni di violenza ma allo stesso tempo il tema della violenza sulle donne sembra essere scomparso.

Riflessione su sopraffazione maschile sulle donne non esiste più. Prevale il tema della sicurezza e dell’immigrazione, dimenticando il tema della relazione tra i generi.

Dobbiamo affrontare il “perché” e promuovere campagne di prevenzione, campagne culturali sulla relazione tra i generi.

Sicurezza: la percezione di insicurezza aumenta, bisogna cogliere la richiesta di libertà delle donne di agire la notte. Agibilità della città rispetto all’uso dei mezzi (taxi e autobus).

Taxi: tariffe agevolate

Autobus: fermate a richiesta

Luoghi di aggregazione: preoccuparsi della disposizione dei parchi pubblici, progettazione di una stazione sicura per le donne, luoghi devono dare la possibilità di agire.

Poche proposte ma che tengono conto di un disagio femminile reale.

 

 

Milena Schiavina

 

Questione del lavoro femminile.

Come si possono superare le disuguaglianze tra i generi?

Sul tema del superamento della precarietà, riconosciamo che c’è un impegno da parte dell’amministrazione a riguardo e speriamo che venga mantenuto.

2 questioni: superamento precarietà, accesso paritario alle posizioni apicali.

 

Asili nido, posti mancanti: per aiutare le donne bisogna trovare soluzioni immediate.

 

Questione degli anziani riguarda il tema dell’ assistenza e dei servizi.

E’ in previsione decentramento Quartieri, questo porterà alla messa in gioco di nuove competenze. Assistenza domiciliare agli anziani è prioritaria e riguarda le possibilità di accesso economico ai servizi ma non solo.

Le famiglie hanno bisogno di assistenza, il lavoro di cura, come sappiamo, ricade sulle donne, in particolare, ad oggi, immigrate. Pensiamo che chi dà assistenza debba essere inserita in un percorso di integrazione e accoglienza.

 

 

Sandra Schiassi

 

Distribuzione del reddito è sempre più diseguale e chi ne risente maggiormente sono le donne. In particolare le donne capo-famiglia vedono precipitare il proprio tenore di vita. Il Bilancio di genere può aiutare a costruire politiche differenziate che tengano conto del problema:

ad esempio attraverso la rimozione della tassa sui rifiuti alle donne capo-famiglia con basso reddito.

 

 

Anna Pramstrahler

 

Casa delle donne ha i soldi per ora e solo per sopravvivere..

Il livello culturale della battaglia contro la violenza alle donne a livello pubblico è però basso.

Campagne di sensibilizzazione sono insufficienti.

 

Tutti gli assessorati sono coinvolti nelle politiche di contrasto alla violenza.

Sarebbero importanti azioni concrete e finanziamenti per le azioni culturali.

Corsi di autodifesa anche nelle scuole come in molte scuole all’estero.

 

Consiglio d’Europa ha nominato il 2007 anno contro la violenza domestica alle donne. Il 25 Novembre si avvicina e chiediamo un segno all’amministrazione comunale.

 

 

Teresa Ganzerla

 

Importante è segnalare la trasversalità con cui abbiamo analizzato la questione del bilancio di genere.

Tema della Casa: necessità di un numero maggiore di case pubbliche (ACER) in affitto. Necessità di criteri nei bandi che valorizzino i nuclei familiari monogenitoriali (in prevalenza femminili!).

Vi sono esperienze trentennali di residenze solidali “co-housing”, vorremmo  sperimentare questo tipo di strutture residenziali con servizi comuni.

Importanza della progettazione partecipata: le persone intervengono nella fase di progettazione degli spazi abitativi. Riduzione dell’ICI ai nuclei monogenitoriali e a basso reddito.

 

Rete è aggregazione informale ma è modo di fare politica avanzato: diverse realtà si uniscono.

Nella distribuzione dei fondi alle libere forme associative si possono ripensare i criteri. Va premiato l’associazionismo che crea progetti condivisi e importanti per la città.

 

Il modello migliore del bilancio di genere è quello “misto” (società civile-amministrazione), perciò partecipato.

 

 

 

Rosa Amorevole

 

Tema del lavoro e della conciliazione di difficile rilevazione perché l’unico dato disponibile è quello dell’abbandono del lavoro da parte delle donne.

Tema dei servizi e della flessibilità dei servizi.

Oggi le donne fanno figli in età avanzata e quando scelgono di averne due, lo fanno in tempi ravvicinati. Da qui sorge una necessità di conciliazione che riguarda i posti riservati all’asilo, è importante che i fratelli/sorelle possano essere ospitati nella stessa struttura.

Progettazione dei servizi: c’è bisogno di un confronto costante con la cittadinanza per comprendere i reali bisogni.

Un ente come il Comune può dare il buon esempio firmando la Carta Europea per le pari opportunità, che, riguardo agli appalti e all’esternalizzazione dei servizi, auspica l’inserimento di criteri che tengano conto delle condizioni femminili nella data azienda o cooperativa e delle pari opportunità che essa promuove o meno.

 

 

Katia Graziosi

 

Vorrei ricordare il progetto per “Una città vivibile” per affermare che da tempo le donne di Bologna fanno proposte sulle politiche cittadine.

Discussione sulla partecipazione deve investire tutti e tutte, sono necessari progetti allargati ed importanti sull’educazione e sul rapporto tra i generi.

 

Istituzioni dovrebbero costituirsi parte civile nei processi contro la violenza.

 

 

Valeria Ferrari

 

Tema delle donne detenute. Alternativa al carcere: quando si può usufruire di misure alternative ma paradossalmente manca il luogo per scontare le pene (Arresti domiciliari: manca la casa!)

Detenzione domiciliare speciale: serve un luogo protetto e accogliente per riavvicinare madre-figlia/o.

Serve un luogo dove poter scontare gli arresti domiciliari.

Molte donne detenute sono straniere e rinunciano ai loro diritti  perché non hanno la possibilità di esercitarli.

 

 

Luisa Vegetti

 

Problemi dell’associazione SOS Donna e di chi si occupa di servizi alle donne che subiscono violenza domestica: le emergenze segnalate dalle forze dell’ordine non trovano risposta per carenza di case rifugio per le donne che subiscono violenza.

Richiesta di aumento di posti disponibili nelle strutture laiche per donne e madri con figli.

Casa Ines attende rinnovo convenzioni.

Tema dell’emergenza è molto importante.

Impegno nell’assistenza legale: disponibilità di bilancio che permetta alle donne con basso reddito di avere assistenza legale.

 

 

Mariella Saviotti

 

Violenza sulle donne: la repressione non serve.

Politiche educative e non repressive!

Integrazione significa partecipazione ma partecipazione significa riconoscimento delle esistenze.

 

 

Sindaco Sergio Cofferati

 

Bilancio di genere: separiamo lo strumento dalla sua finalità. Lo strumento ha straordinaria importanza se funzionale e correttamente gestito.

Il bilancio di genere va considerato come parte integrante del bilancio sociale.

Introduzione bilancio sociale nelle imprese: valorizza la sua funzione sociale.

USA bilancio sociale dagli anni ’30. Comune Provincia e Regione sono imprese. E le imprese si mettono in gioco attraverso il rapporto con gli stake-holders e la propria “reputazione”.

Strumenti importanti se vengono rispettate condizioni: adozione libera dello strumento (non obbligata), perfezionamento dello strumento stesso.

 

Il Bilancio di genere è una lettura trasversale, che attraversa anche il Bilancio sociale e ambientale.

 

Bilancio sociale deve nascere da confronto costante con i “portatori di interesse” (ad es. le categorie dei lavoratori, i giovani ecc..)

Se Bilancio di genere diventa azione solo comunale e non anche di altri, ha efficacia limitata.

 

Possibilità dell’individuazione delle buone prassi è un lavoro risolutivo.

 

Il Paese vive un incremento di ricchezza ma la distribuzione è disuguale. Chi paga questa distribuzione diseguale sono principalmente i giovani.

Importante è l’approccio non episodico e l’individuazione degli elementi di conoscenza necessari a una buona prassi.

 

Riguardo alla sicurezza e violenza c’è differenza tra realtà e percezione. Nessuno dei due ambiti può essere ignorato.

 

Importante è confermare l’impegno del bilancio di genere e importanti sono rapporti con l’utenza e con i dipendenti dell’amministrazione-azienda.

L’efficacia dipende da rapporti con gli stake-holders, nel caso del Bilancio Comunale, i dipendenti dell’azienda sono allo stesso tempo utenti.

 

Equilibrio nei rapporti e ricerca del superamento delle contraddizioni possibili nella relazione con gli stake-holders.

 

Riconoscimento formale degli stake-holders è tema importante. Nella legislazione italiana mancano indicazioni sul riconoscimento di alcuni attori sociali (come i consumatori, ad es.). Questo porta a non avere sufficiente rappresentatività nei rapporti con l’utenza. Per mettere in funzione un sistema di partecipazione il tema della rappresentanza dell’interlocutore è fondamentale per la “contrattazione”. E’ in gioco la legittimità dell’interlocuzione stessa.

 

Il bilancio dovrà seguire questa scansione di confronto:

-giunta propone bilancio

-confronto con commissioni consiliari

-necessario anche confronto con associazioni di interesse, di impresa e le associazioni di cittadini nelle loro varie forme

Questo è un percorso che può portare o meno cambiamenti. Le ipotesi discusse devono avere possibilità di attuazione.

 

Possiamo avere un confronto sui temi che qui abbiamo individuato dalla sicurezza, al lavoro fino alle questioni che riguardano l’assetto sociale della città.

 

Possiamo immaginare un confronto trasversale di genere su ogni punto del bilancio. Tutti i punti di bilancio si prestano a letture sia di genere sia dal punto di vista di realtà sotto-rappresentate (ad es. bambini)

Se questo percorso funziona si può immaginare di giungere ad una codificazione delle procedure adottate se hanno avuto buon fine.

Problema di individuazione dei soggetti che prendono parte a questo percorso. Ci siete voi (Rete delle donne di Bologna), e le donne elette. Va indicato un rapporto sistematico tra il vostro lavoro di analisi e quello della rappresentanza nel consiglio  e nella giunta comunale.

 

Lo sforzo va verso verifica praticabilità degli obiettivi. In ogni azione amministrativa si fissano priorità, il compito di un confronto sul bilancio è selezionare obiettivi e risorse.

 

Problema rappresentanza della articolazione sociale: è normale la fluidità ma bisogna individuare criteri che diano certezze a chi rappresenta e a chi interloquisce. Il pericolo è che prevalga chi ha un appeal mediatico più forte, il rischio è quello di una distorsione della realtà.

 

Posso spendermi per la realizzazione di un ufficio delle politiche per le differenze che possa interloquire con le donne. La struttura è importante.

 

Per quanto riguarda l’integrazione degli stranieri segnalo un appuntamento: il 2 dicembre 2007 sarà una data storica per Bologna, perché per la prima volta le straniere e gli stranieri di Bologna potranno votare per eleggere i propri rappresentanti negli organismi territoriali del decentramento (Consulte dei Quartieri e consiglio provinciale degli stranieri). Appuntamento da non sottovalutare, importante sarà l’informazione e la collaborazione di tutti perché questa iniziativa riesca.

 

Dobbiamo fare attenzione alle cose concrete, ma anche alla dimensione culturale, alla rappresentanza di genere.

 

Proposta sperimentale: vi sono in scadenza progetti urbanistici importanti. L’amministrazione vuole scegliere un luogo dove confrontarsi sulla progettazione, dai punti di vista differenti.

Proviamo a guardare a qualche segmento di “città futura” insieme.

Propongo di confrontarci su una parte della nuova stazione, e sulle funzioni che dovrebbe svolgere.

Sperimentazione come occasione culturale. Ma anche, se la sperimentazione va a buon fine, possibilità di codifica di un metodo di confronto da riproporre.

 

 

Raffaella Lamberti

 

Tema della rappresentanza e quando si parla di sperimentare percorso e della sua codificazione, vorrei partissimo dall’art. 118 del titolo V che riconosce spazio alla cittadinanza attiva anche individuale.

Sarebbe utile discutere delle forme di rappresentanza.

Potremmo ripensare i diversi livelli del rapporto tra donne, potremmo fare proposte di sedi e strutture e forme di relazione.

 

 

Giuliana Casarini

 

Cosa intende il sindaco per stake holding?

 

 

 

Sindaco

 

La discussione sulle forme della rappresentanza è aperta.

 

Portatori di interesse – stake-holders: l’impresa deve rapportarsi con tutti e riconoscendo a tutti lo stesso grado di importanza.

Rapporto con cittadina/o è particolare. Il punto di equilibrio non è facile da trovare perché la cittadina/o è sia utente che collaboratore.

Modalità con le quali i rapporti vengono attivati sono questioni delicate e di storia recente: non vi è un concetto di rappresentanza consolidato.

Il metodo non è risolutivo ma a volte diventa sostanza.

Bilancio di Genere — Assemblea Pubblica

6 Novembre 2007

Sergio Cofferati e Rete delle donne di Bologna

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