Rete delle donne di Bologna

Bilancio di genere: lettere alla giunta Cofferati

20/06/2007

 

All’attenzione del Sindaco Sergio Cofferati,

 

 

nell’incontro che abbiamo avuto l’8 febbraio scorso, Lei aveva accettato l’invito ad un pubblico confronto, in un’assemblea cittadina indetta dalla Rete di donne di Bologna sul Bilancio di genere: un punto per noi rilevante del Programma di mandato e non ancora attuato.

 

A partire dalle esperienze già condotte all’estero e in Italia, siamo convinte, infatti, che il Bilancio di genere, se generato da un processo partecipato, può essere uno strumento efficace per differenziare le azioni, prevenire le disuguaglianze, riparare gli squilibri tra uomini e donne nella città, programmare interventi in chiave di genere in ogni ambito.

Riteniamo che il Bilancio sociale, di cui già l’amministrazione si è dotata, possa e debba essere integrato tenendo conto del diverso impatto che le decisioni pubbliche circa la distribuzione delle risorse e le priorità degli interventi possono avere sulle donne e sugli uomini: impatto diretto, come possono essere maggiori finanziamenti nelle azioni di contrasto alla violenza, o indiretto, come conseguenza di scelte apparentemente neutre quali gli stanziamenti per sostenere le persone in condizioni di precarietà e basso reddito, in maggioranza donne.

La redazione di un Bilancio di genere, infine, consente di rendere visibile, e quindi di verificare, la volontà di realizzare politiche di genere. Intendiamo con questo politiche capaci sia di contrastare gli squilibri economici, politici, sociali fra uomini e donne, sia, soprattutto, di fare proprie, come bene comune, le esperienze, i saperi, le visioni e le pratiche che le donne hanno consolidato nei terreni più vari, dalle pratiche di cittadinanza attiva alla cultura, all’ambiente, alla mediazione sociale e altre ancora.

 

Il punto di vista delle donne riguarda ogni aspetto della vita cittadina; tuttavia quattro temi ci stanno particolarmente a cuore e vorremo affrontati nel Bilancio di genere:

 

·  Il contrasto alla violenza contro le donne e di genere, in primo luogo attraverso un progetto complessivo comprendente sia una convenzione pluriennale e il finanziamento certo e continuativo della Casa delle Donne per non subire violenza, sia la valorizzazione e reale fattibilità degli interventi concordati nei due Tavoli – quello istituzionale e quello allargato – approvati dalla Giunta Comunale nel Settembre scorso. Ogni Assessorato si deve impegnare a stanziare risorse per attivare politiche di prevenzione e contrasto alla violenza contro le donne. Per la Rete delle donne di Bologna il contrasto alla violenza non si riduce a una questione di sicurezza; richiede piuttosto una modificazione profonda dei rapporti tra uomini e donne, condizioni di socialità e convivenza attive e creative.

·  Assumere come priorità la condizione di povertà delle donne, che rappresentano la maggioranza dei “nuovi poveri” e spesso sono invisibili alla città come alla politica. Chiediamo che il Comune intervenga con scelte di tassazione differenziata e sulla casa attraverso bandi che riconoscano i diritti delle persone e non solo delle unioni fino ad ora riconosciute legalmente.

·  La conciliazione dei tempi di vita e di lavoro delle donne: la Rete delle donne considera che questa non sia il risultato delle pur necessarie scelte circa i servizi di cura alla persona, gli orari (i cosiddetti “tempi della città”), le politiche di mobilità quanto di ripattuizione di quello che politiche ormai diffuse in Europa definiscono “contratto di genere” circa i ruoli sociali e familiari, la distribuzione del tempo e del carico dei lavori di cura, i ruoli parentali, la dislocazione tra spazio privato e pubblico. Si tratta di trasformazioni che possono essere sostenute attraverso azioni formative e culturali, ad esempio presso i servizi per l’infanzia, attraverso campagne nei vari luoghi di aggregazione cittadina.

Promozione e valorizzazione dei saperi e della creatività femminile.

 

Il Bilancio di genere può essere uno strumento che aiuta a modificare le condizioni di vita delle donne e degli uomini in città; occorre perciò che sia condiviso e discusso, che sia il risultato di un processo di partecipazione democratica in cui il Comune riconosca le donne come “portatrici di interessi”.

 

Molte delle donne che hanno dato vita alla Rete sono da tempo attive nella società civile e hanno costruito nel 2004 l’Agenda politica delle donne, solo in parte recepita nell’attuazione del Programma di mandato.

 

La Rete delle donne di Bologna chiede un’assemblea pubblica entro i primi di Settembre per avviare un processo di confronto, discussione, proposta che produca cambiamenti reali per le vite di ognuno, donne e uomini. Le rinnoviamo l’invito a partecipare.

 

 

Rete delle Donne di Bologna

Barbara Mazzotti

 

 

                                                                                                                 Bologna, Dicembre 2006

 

Al Sindaco Sergio Cofferati

All’Assessora per le Politiche delle Differenze Maria Virgilio

Alla Giunta Comunale

Alla Commissione delle elette

Al Consiglio Comunale

                                                                                                   

 

La Rete di donne di Bologna è un’aggregazione informale di una decina di associazioni e gruppi di donne radicati in città, di singole, di donne elette nelle istituzioni locali e a livello nazionale,  esponenti dei sindacati e dei partiti e consigliere di parità. Nata nel dicembre 2005, come coordinamento per l’autodeterminazione e la difesa della legge 194, si è consolidata attorno a iniziative per sostenere i diritti e la dignità delle donne e per difendere i loro “beni comuni”, acquisiti nello spazio pubblico della città.

 

         Per Il 25 Novembre, giornata internazionale contro la violenza alle donne abbiamo promosso una grande manifestazione cittadina  per dire tutte  e tutti insieme  che  senza il riconoscimento della libertà e della dignità delle donne nessuna convivenza è possibile.

La manifestazione, costruita intorno  al documento dal titolo “ Libere dalla violenza, libere di scegliere “ ha chiesto ad Istituzioni, servizi, strutture educative, forze dell’ordine, parti sociali, partiti politici, mass-media, donne e uomini della città, di sentirsi coinvolti  in un’unica forza di cambiamento

Abbiamo raccolto  oltre 260 adesioni tra cui la sua, signor Sindaco, quella di tutti voi della Giunta, della Commissione delle elette e di buona parte del Consiglio comunale. Oltre 4000 le presenze, di gente che  in carne ed ossa, hanno riempito via Indipendenza e piazza Nettuno. E’ stata una manifestazione con una forte partecipazione allegra, gioiosa ed tutte e tutti con la sensazione di fare la cosa giusta.

       Siamo state molto contente perché ancora una volta Bologna si è dimostrata una grande città democratica  che ha a cuore il bene della sua città e il benessere delle sue cittadine e suoi cittadini.

In una precedente lettera da noi inviata in Ottobre 2006  abbiamo dato un  giudizio positivo del documento “Iniziative coordinate per contrastare la violenza alle donne” approvate dalla Giunta il 13 settembre 2006.

Abbiamo valutato positivamente la volontà di coordinare e dare forza alle varie iniziative contro la violenza alle donne già in atto o in progettazione ed il coinvolgimento dei diversi assessorati, di varie istituzioni, dell’associazionismo e della società civile. Apprezziamo il riconoscimento della soggettività femminile come protagonista di iniziativa politica e suo destinatario da parte delle istituzioni.

La violenza contro le donne va assunta come priorità; le iniziative per contrastarla, per essere efficaci, devono avere continuità e durata perché sono profonde le radici che la generano. Devono saper coinvolgere l’intera città, donne e uomini; saper includere le donne immigrate e le loro aggregazioni.

Perciò chiediamo la certezza che il piano venga realizzato, che le iniziative programmate non siano sporadiche e sperimentali, ma diventino azioni che caratterizzano le politiche pubbliche.

Ciò è possibile solo se sono sorrette da adeguati finanziamenti. Il Bilancio di genere, di cui leggiamo nel Programma di mandato, ha la finalità di metterli in evidenza.

 Chiediamo che il bilancio del 2007 preveda una voce specifica per l’attuazione delle politiche delle differenze e che nelle voci di spesa dei singoli assessorati siano previsti stanziamenti per azioni o provvedimenti che, nell’ambito delle specifiche competenze, possano contrastare, anche indirettamente, la violenza alle donne.

Un passo essenziale è il potenziamento dei finanziamenti alla Casa delle donne per non subire violenza. Un sostegno politico e finanziario va inoltre dato alle azioni di prevenzione mirate a modificare le culture che della violenza sono matrice. Ciò in accordo con le politiche nazionali, espresse anche nella Legge Finanziaria.

 Chiediamo che su questo ci sia un incontro pubblico e un’esplicita assunzione di impegno da parte del sindaco e della Giunta e dell’intero Consiglio Comunale

 C’è un altro motivo per cui  vi chiediamo l’ incontro.

Riguarda noi e la cittadinanza femminile in questa città.

La Rete di Donne di Bologna, che vuole intervenite in modo costruttivo e partecipativo, continua a non disporre di un luogo ove incontrarsi e dove potere lavorare con un minimo di agio. Peraltro, la rete non è soggetto di alcuna convenzione.

Da quando la Sala dei Notai non è più lo “spazio pubblico delle donne” le difficoltà di riunirsi si sono moltiplicate e, imponendoci di spostarci di luogo in luogo, rendono oltremodo faticosa e problematica la nostra attività quotidiana. Nè Santa Cristina, occupata com’è dell’Università, è a tutt’oggi in grado di offrire un’alternativa adeguata.

Ed è anche  a proposito della Sala dei Notai, riconosciuta a Bologna e non solo, come luogo simbolico e operativo della cittadinanza femminile attiva, che ti chiediamo l’incontro.

Signor Sindaco ci rivolgiamo di nuovo a Lei, alla Giunta, al Consiglio comunale, alla Commissione delle elette:

      Mettere il fiocco bianco non basta: ci vogliono azioni concrete contro la violenza alle donne!

      Ci vogliono spazi per rendere effettiva la cittadinanza femminile.
Fin che le nostre lettere rimangono nel cassetto e sono conversazioni private non servono, vengono spesso semplicemente ignorate.

Sarà nostra cura prendere contatti con le vostre   segreterie  per concordare una data.

 

La Rete delle Donne di Bologna

 

 

retedonnebologna@women.it

 

 

Al Sindaco

All’Assessora per le  Politiche delle Differenze

Alla Giunta Comunale

Alla Commissione delle elette

Al Consiglio Comunale

 

 

La Rete di donne di Bologna è un’aggregazione informale di una decina di associazioni e gruppi di donne radicati in città, di singole, di donne elette nelle istituzioni locali, esponenti dei sindacati e dei partiti e consigliere di parità. Nata nel dicembre 2005, come coordinamento per l’autodeterminazione e la difesa della legge 194, si è consolidata attorno a iniziative per sostenere i diritti e la dignità delle donne e per difendere i loro “beni comuni”, acquisiti nello spazio pubblico della città.

 

Diamo un giudizio positivo del documento “Iniziative coordinate per contrastare la violenza alle donne” approvate dalla Giunta il 13 settembre 2006.

 

Valutiamo positivamente la volontà di coordinare e dare forza alle varie iniziative contro la violenza alle donne già in atto o in progettazione ed il coinvolgimento dei diversi assessorati, di varie istituzioni, dell’associazionismo e della società civile. Apprezziamo il riconoscimento della soggettività femminile come protagonista di iniziativa politica e suo destinatario da parte delle istituzioni.

 

La violenza contro le donne va assunta come priorità; le iniziative per contrastarla, per essere efficaci, devono avere continuità e durata perché sono profonde le radici che la generano. Devono saper coinvolgere l’intera città, donne e uomini; saper includere le donne immigrate e le loro aggregazioni.

 

Perciò chiediamo la certezza che il piano venga realizzato, che le iniziative programmate non siano sporadiche e sperimentali, ma diventino azioni che caratterizzano le politiche pubbliche.

 

Ciò è possibile solo se sono sorrette da adeguati finanziamenti. Il Bilancio di genere, di cui leggiamo nel Programma di mandato, ha la finalità di metterli in evidenza.  Chiediamo che il bilancio del 2007 preveda una voce specifica per l’attuazione delle politiche delle differenze e che nelle voci di spesa dei singoli assessorati siano previsti stanziamenti per azioni o provvedimenti che, nell’ambito delle specifiche competenze, possano contrastare, anche indirettamente, la violenza alle donne.

 

Chiediamo che su questo ci sia un incontro pubblico e un’esplicita assunzione di impegno da parte del sindaco e della Giunta.

 

Un passo essenziale è il potenziamento dei finanziamenti alla Casa delle donne per non subire violenza. Un sostegno politico e finanziario va inoltre dato alle azioni di prevenzione mirate a modificare le culture che della violenza sono matrice. Ciò in accordo con le politiche nazionali, espresse anche nella Legge Finanziaria, nello stanziamento di 3 milioni di euro l’anno per la prevenzione e la repressione della violenza alle donne.

Bologna 12/12/2007

Alle Assessore

 

Care Paola, Milly e Siriana,

 

nell'ultima riunione che la Rete delle Donne ha fatto sul bilancio di genere si era deciso di chiedervi un incontro per verificare con voi se vi fossero le condizioni da parte della giunta di esprimere una  propria disponibilità all'attuazione di politiche di genere.

       Se così fosse chiederemmo se già da quest'anno 2008 sia  possibile introdurre voci di spesa per le politiche di genere e se si possa  prevedere nel bilancio preventivo 2008 alcune voci disaggregate per genere su alcune priorità significative tra quelle emerse nell'assemblea; sta alla giunta decidere tra quelle su cui già esiste del lavoro già fatto.

Se si condivide che c'è una priorità si potrebbe  provvedere alla copertura finanziaria tramite una ri- distribuzione degli introiti  comunali che tenga conto di questo.

Noi abbiamo stilato alcune nostre priorità( alcune richiedono nessun costo o costi minimi !!)che abbiamo ricavato  da quanto emerso prima e durante l'assemblea e che pensiamo sia doveroso farvelo sapere prima dell'incontro richiesto.

Esse sono:

- un appartamento ACER, da destinare a donne in emergenza rimaste senza casa,

prevedere, nei bandi per l'assegnazione di case, misure per i nuclei monogenitoriali e le donne segnalate dei servizi in seguito a gravi disagi in ambiente domestico;

- istituire i taxi rosa (eventualmente destinando il 20% delle risorse delle nuove licenze);

destinare fondi all'Assessorato Cultura per la promozione di una campagna culturale di prevenzione contro la violenza e per l'abbattimento degli stereotipi;

- migliorare l'illuminazione di strade e di portici; predisporre l'illuminazione delle pensiline degli autobus;

- programmare l'aumento del fermate dei bus in orario fedele e serale;

- coinvolgere privati in varie iniziative per rendere una città più sicura;

- predisporre un preventivo per un call-center sempre attivo alle fermate degli autobus.

- prevedere la valutazione dell'impatto di genere dell'urbanistica e nell'edilizia pubblica

 

             Certe  di avere una risposta da parte vostra vi salutiamo cordialmente.

 

Per la Rete delle donne di Bologna

 

Elena Del Grosso e Sandra Schiassi