INTERVENTO DI MALALAI GIOYA

 

NEL NOME DELLA DEMOCRAZIA E DELLA PACE

Innanzitutto vorrei ringraziare le organizzatrici di questo evento per
avermi invitata e per permettermi di condividere con voi le mie opinioni.

Invitandomi qui e offrendomi l’opportunità di parlare della crisi
attualmente esistente in Afghanistan nonché delle disastrose condizioni del
suo popolo, in particolare delle donne, state di fatto aiutando la voce
democratica e anti-fondamentalista della gente afgana. State portando avanti
il vostro compito di aumentare la consapevolezza su ciò che sta accadendo
nel mio devastato Paese.

Onorevoli amici,

Sono passati cinque anni dalla caduta del misogino e anti-democratico regime
dei Talebani e dall’attacco degli Stati Uniti all’Afghanistan, e potreste
quindi aspettarvi
che io vi descriva le conquiste e i risultati positivi
dell’Afghanistan, ma è con rammarico che vi dico che l’Afghanistan è una
terra che sta ancora bruciando fra due fuochi.

Per mostrarvi la profondità della tragedia afgana, è sufficiente che vi
ricordi le recenti notizie che sono state ampiamente diffuse dai media di
tutto il mondo. Lo scorso anno le Nazioni Unite dichiararono che, con la
presenza delle truppe statunitensi, l’Afghanistan avrebbe potuto diventare
un narco-stato. L’Ufficio delle Nazioni Unite per la Droga ha recentemente
dichiarato che l’Afghanistan detiene il 92% della produzione mondiale di
oppio. Tutto ciò accade sotto il naso di migliaia di soldati stranieri e
di
autorità di alto rango, quali ministri o deputati legati alla mafia della
droga.

Il governo degli Stati Uniti ha rimosso il regime medievale dei Talebani
nonché i loro maestri di Al Qaeda. Tuttavia, al loro posto, ha riportato al
potere l’Alleanza del Nord, che ha le stesse basi ideologiche dei Talebani
ed è altrettanto brutale e anti-democratica, se non peggio.

Nel dicembre 2003, in quanto rappresentante alla Grande Assemblea, ho
parlato dei crimini dell’Alleanza del Nord e del pericolo che quest’ultima
rappresenta per l’Afghanistan. Tuttavia oggi, molti governi e molte
istituzioni accettano il fatto che l’Afghanistan è in pieno fallimento e sta
andando verso il disastro totale.

Purtroppo
, devo dirvi che non c’è stato alcun cambiamento fondamentale nella
condizione del popolo afgano. Quando un’intera nazione vive sotto la
minaccia delle armi e dei signori della guerra, come possono le sue donne
godere della benché minima libertà? Nonostante la propaganda di alcuni media
occidentali, le donne e gli uomini afgani non sono stati assolutamente
“liberati” e questo è confermato anche da importanti organizzazioni
mondiali.

Ora vi descrivo la punta dell’iceberg della realtà della vita nel mio Paese.

Secondo le Nazioni Unite, il disastro causato da problemi di salute è
addirittura peggiore di quello che può portare uno Tsunami. Circa 700
bambini e dalle 50 alle 70 donne muoiono
ogni giorno a causa della mancanza
di servizi sanitari. Il tasso di mortalità di madri e figli è tuttora molto
elevato, infatti ne muoiono da 1600 a 1900 ogni 100.000 nascite. L’
aspettativa di vita è inferiore ai 45 anni.

Il suicidio tra le donne afgane aumenta in modo spaventoso. Secondo una
recente indagine dell’UNIFAM, il 65% delle 50.000 vedove di Kabul considera
il suicidio l’unica via d’uscita per liberarsi dalla miseria e dalla
desolazione, e la maggioranza delle donne afgane è vittima di violenze
psicologiche e sessuali.

In un Paese che necessita di uno sforzo enorme per la ricostruzione, il 40%
della forza lavoro è disoccupata e la maggioranza della gente vive al
di
sotto della soglia di povertà. L’Afghanistan si trova al 175° posto fra i
177 Paesi indicati nell’elenco dello Sviluppo Umano delle Nazioni Unite.

Questo accade in un Paese che ha ricevuto 12 miliardi di dollari e che ne
riceverà altri 10 miliardi, promessi alla conferenza di Londra dell’anno
scorso. In realtà, questi soldi vanno a riempire le tasche dei signori della
guerra che possono così reprimere ulteriormente la nostra gente.

I crimini e le brutalità dei signori della guerra fondamentalisti continuano
anche davanti alle truppe statunitensi e alle truppe dell’ISAF. I terroristi
dell’Alleanza del Nord hanno stuprato la quattordicenne Fatima e sua madre,
l’undicenne Rahima e la
nonna di 60 anni. La trentenne Amina è stata
lapidata a morte, mentre Nadia Anjuman è stata costantemente oggetto delle
violenze del marito, fino a morirne. Il marito è tuttora libero, protetto
dai signori della guerra della misogina Alleanza del Nord. L’undicenne
Sanobar, unica figlia di una sfortunata vedova, è stata rapita, violentata e
poi mercanteggiata con un cane. Nella mia terra, la dignità umana non ha
valore e uccidere qualcuno è facile e normale come uccidere un uccello.

Durante il regime dei Talebani, il ministero del vizio e della virtù divenne
un simbolo famoso di abusi arbitrari, in particolare a discapito delle donne
e delle ragazze. Attualmente, il
consiglio dei ministri dell’Afghanistan ha
deciso di ripristinare questo terribile ministero, invece di focalizzarsi
sui bisogni più urgenti e impellenti della società afgana.

L’anno scorso, il comitato statunitense di protezione dei giornalisti
dichiarò: “I giornalisti afgani vengono sottoposti a molte pressioni dalle
autorità afgane, quali minacce, intimidazioni, o addirittura il carcere e l’
uccisione”.
Questa è la realtà, ma il signor Karzai e i media occidentali dicono che ora
in Afghanistan esiste la libertà di parola.

Coloro che parlano di giustizia vengono minacciati di morte. Il 7 maggio
2006 sono stata fisicamente attaccata da membri del parlamento che
sostenevano i signori della guerra e i signori della droga,
e questo solo
per aver detto la verità, cioè per aver denunciato i crimini dell’Alleanza
del Nord. Uno di loro ha addirittura gridato: “E’ una prostituta! Prendetela
e stupratela!”.

Invece di processare i signori della guerra, il Presidente Hamid Karzai
affida a questi criminali cariche sempre più elevate. Quest’anno, ad
esempio, ha collocato 13 ex-comandanti legati a spaccio di droga,
criminalità organizzata e milizie illegali in posizioni di comando nelle
forze di polizia. Per via della sua politica a favore dei criminali, il
popolo afgano lo odia e lo considera responsabile dell’attuale catastrofica
situazione. Persino la CIA ha recentemente ammesso che Karzai ha perso il
sostegno della gente
e non ha nessun controllo al di fuori di Kabul.

A causa di questa tragica situazione, il rientro in Afghanistan è una scelta
poco entusiasmante per i 4 milioni di profughi afgani che attualmente vivono
in Iran e in Pakistan.

Il governo afgano è forse il più corrotto e impopolare del mondo e l’intero
sistema governativo ha profonde implicazioni con la mafia della droga e con
i signori della guerra. Il Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite per l’
Afghanistan ha recentemente dichiarato che se non verranno presi seri
provvedimenti, l’Afghanistan vivrà un vero e proprio fallimento.

Cari amici,

Il governo degli Stati Uniti continua a promettere
che non ripeterà l’errore
commesso in passato di sostenere i fondamentalisti. Tuttavia, la verità è
che sta commettendo lo stesso errore e sta generosamente sostenendo i
fondamentalisti, ora più che mai. Gli Stati Uniti sostengono l’Alleanza del
Nord, che dal 1992 al 1996 ha trasformato l’Afghanistan in un inferno e
rappresenta tuttora una grande minaccia per la stabilità e la pace del mio
Paese.

Kathy Gannon, esperta di Afghanistan, ha dichiarato: “Agli Stati Uniti non
interessa la pace in Afghanistan. Il Paese è guidato da individui che hanno
ucciso migliaia di persone e che proteggono i traffici di droga”.

Tutta la popolazione afgana che anela alla giustizia e le
organizzazioni
internazionali dei diritti umani chiedono che i signori della guerra e gli
ex-componenti del regime-fantoccio della dittatura sovietica vengano
processati. Tuttavia, essi non vengono portati davanti a un tribunale, ma al
contrario vengono loro spudoratamente offerte cariche sempre più elevate e
hanno così l’opportunità di inserirsi in parlamento con il sostegno degli
Stati Uniti e dei loro alleati.

Il governo statunitense indica Gulbaddin Hekmatyar come uno fra i maggiori
terroristi ricercati, ma il suo partito conta 34 membri nel parlamento
afgano, giunti al potere attraverso elezioni non democratiche e fraudolente.
Gli Stati Uniti sostengono i fondamentalisti pro-americani e combattono solo
i fondamentalisti anti-americani. Per questo motivo la
gente ride della
famosa “guerra al terrorismo”.

Le stesse elezioni parlamentari sono state una vergogna per la democrazia,
nonostante i media occidentali le abbiano definite un grande successo.
Secondo quanto indicato da Human Rights Watch, più del 70% del parlamento
afgano è composto da elementi accusati di crimini di guerra, inclusi membri
del precedente regime-fantoccio sovietico, da trafficanti di droga, da
Talebani e da assassini dell’Alleanza del Nord.

Cari amici,
Dalle Donne in nero , relazione della deputata Malalai Joya  nell’incontro
di Roma.


Gli Stati Uniti non si preoccupano della causa principale che sta alla base
del terrorismo in Afghanistan. Per questo motivo la nostra gente non
considera
gli Stati Uniti una nazione “liberatrice”. Loro stessi hanno
ucciso migliaia di civili innocenti durante quella che viene definita
“guerra al terrorismo”, e tuttora continuano a prendere di mira la
popolazione civile.

Vi ho raccontato solo una minima parte dei grossi problemi che l’Afghanistan
sta attraversando, ma spero che vi sia chiaro che il mio Paese è tuttora
prigioniero di terroristi e sanguinari fondamentalisti. La situazione dell’
Afghanistan e la condizione delle sue donne, già predestinate alla malattia
e alla sofferenza, non migliorerà se i signori della guerra non verranno
disarmati e se i terroristi, sia quelli a favore che quelli contro gli Stati
Uniti, non verranno rimossi
dalla scena politica afgana.

Penso che nessuna nazione possa liberare un’altra nazione. La libertà non si
ottiene elargendo denaro, ma deve essere conquistata dalla stessa
popolazione all’interno del Paese. Quanto sta accadendo in Afghanistan e in
Iraq ne è una chiara dimostrazione. Gli altri Paesi ci possono solo aiutare
e sostenere.

Purtroppo, anche le altre nazioni coinvolte giocano un ruolo molto passivo
in Afghanistan e seguono esattamente il percorso del governo statunitense.

L’Italia ha recentemente dichiarato che la crisi afgana non può essere
superata con una risoluzione militare ma solo con una risoluzione politica.
Questo è lo stesso linguaggio dell’amministrazione Bush. Gli Stati Uniti,
infatti, chiamano
a raccolta tutti i gruppi terroristici dell’Alleanza del
Nord, dei Talebani e del Partito Islamico di Gulbuddin per completare il
cerchio dei fondamentalisti, in modo che possano dividersi il potere sotto
la loro supervisione. Questa viene definita una “soluzione politica”. Cosa
accadrà alla popolazione afgana in una simile situazione? Di questo, gli
Stati Uniti e i loro alleati non si preoccupano assolutamente.

Penso che i Paesi europei abbiamo un ruolo molto importante. Se i loro
governi vogliono davvero aiutare la popolazione afgana e portare cambiamenti
positivi nel Paese, devono allineare le loro politiche alle aspirazioni e ai
desideri della gente dell’Afghanistan, piuttosto che fungere da mero
strumento che
incrementa la politica sbagliata del governo statunitense.
Devono riconoscere i bisogni della popolazione afgana e sospendere ogni tipo
di sostegno ai signori della guerra e a tutti quei personaggi ignoranti e
reazionari. Solo in questo modo potranno guadagnarsi la fiducia della gente
e si configureranno come veri amici dell’Afghanistan.

In Afghanistan, il governo statunitense fa riferimento solo ai gruppi più
corrotti e brutali. Tuttavia, tutti quei Paesi che anelano alla pace e alla
giustizia devono dimostrare che si fidano della vera e povera popolazione
afgana, quella composta da individui e da gruppi democratici. Questa è l’
unica politica corretta che potrà aiutare la mia gente e garantire
un futuro
luminoso per l’Afghanistan. Al contrario di ciò che stanno facendo gli Stati
Uniti, i veri amici dell’Afghanistan devono prestare ascolto alla voce di
quegli uomini e di quelle donne che anelano alla giustizia del Paese. Devono
rendersi conto che la presenza di gruppi fondamentalisti all’interno delle
forze politiche e militari è la causa principale di tutti i problemi dell’
Afghanistan. Devono sapere che l’aver riportato al potere l’Alleanza del
Nord è stata la chiave della situazione disastrosa che stiamo vivendo oggi.

L’efficacia e l’utilità delle truppe ISAF dipende molto dalle politiche di
quei governi che hanno delle truppe nel nostro Paese.

Se questi governi non
potranno agire in modo indipendente dall’
amministrazione Bush, è certo che gli sforzi delle loro truppe saranno utili
sono al governo statunitense e non alla popolazione afgana. Se anche versano
sangue, questo non è per il miglioramento dell’Afghanistan, ma per dare un
ulteriore contributo alla pericolosa strategia del Pentagono e per
rafforzare il suo potere sul mondo intero.

Vorrei chiedere a tutti i veri amici e ai sostenitori della popolazione
afgana di insistere sul fatto che criminali come Sayyaf, Rabbanai, Quanooni,
Mohaqiq, Fahim, Dostum, Mullah Rakiti, i Khalqis e Parchamis vengano rimossi
dalle loro cariche di potere e processati.

Sono pienamente consapevole delle difficoltà, delle sfide e
dei pericoli che
si affrontano nel combattere le forze anti-democratiche, ma mi fido della
mia gente. Un giorno i fondamentalisti potrebbero uccidermi, visto che hanno
armi, potere e sostegno da parte degli Stati Uniti, ma non potranno mai far
tacere la mia voce e nascondere la verità. Sono orgogliosa di rappresentare
un faro di speranza per la mia gente e di essere sostenuta da loro nella mia
missione per la democrazia e la libertà.

Il vostro sostegno morale e materiale aumenta la mia forza e la mia
determinazione nella lotta contro i nemici della democrazia e dell’umanesimo
nel mio Afghanistan devastato.